Le cifre della dispersione scolastica in Italia.

Stabili i dati delle scuole elementari, in crescita quelli delle medie

In attesa delle statistiche relative all’anno scolastico conclusosi a giugno 2004, l’”Indagine campionaria sulla dispersione scolastica nelle scuole statali elementari e medie” riferita all’anno 2002/2003 fornisce i dati più interessanti e recenti per quel che riguarda le interruzioni e gli abbandoni del percorso formativo.

Secondo il rapporto curato dal MIUR, negli ultimi cinque anni la dispersione scolastica nelle scuole elementari ha raggiunto una soglia definibile come “fisiologica”, difficilmente migliorabile, con la maggior parte dei casi di abbandono scolastico dovuta a trasferimenti o ritiri di alunni “nomadi” (trasferiti o ritiratisi senza preavviso).

Per le scuole medie, continuando anche in questo caso ad utilizzare la terminologia scolastica classica del “prima-Riforma”, la situazione sembra essere più complicata, con un tasso di interruzione di frequenza nazionale dello 0,31%. Proprio nelle scuole medie italiane si sono avuti i picchi più alti di abbandono, con il Sud Italia generalmente fermo a livelli meno incoraggianti rispetto al Nord Italia (il picco in Calabria, dove la dispersione scolastica è vicina a coinvolgere lo 0,7% dei bambini): non a caso, proprio questa emergenza più peculiare del Sud Italia ha fatto sì che proprio lì si siano sviluppate le iniziative più interessanti per arginare l’abbandono scolastico.

Ma uno sguardo complessivo alla situazione italiana deve senza dubbio tenere conto anche di quello che è il trend degli ultimi anni, e, sotto questo punto di vista, la situazione non può fare altro che far sorridere anche i più scettici. Per quanto riguarda le scuole elementari, negli ultimi dieci anni si è registrato un miglioramento abbastanza tenue, ma ciò è dovuto agli ottimi livelli che già erano stati raggiunti. La variazione dal 1992 fino al 2002 relativa all’abbandono scolastico si è attestata al meno 0,03%: in questo contesto, le Isole hanno fatto registrare il “miglior risultato”, con un abbassamento dallo 0,23% di dieci anni fa allo 0,07% del 2002.

I numeri si fanno invece più significativi se analizziamo il panorama delle scuole medie: a fronte di un miglioramento italiano riferibile ad un meno 0,76%, l’evoluzione più positiva si è avuta ancora una volta nella zona delle Isole, con un passaggio dal 2,56% di abbandono allo 0,55% di due anni fa, con un balzo del ben 2,01%, superando in questa strana classifica il Sud Italia, fermo allo 0,59% del 2002, ma comunque ben lontani dagli 0,10 e 0,11% rispettivamente del Nord e del Centro Italia.

Gianluca Torrini, Indire Comunicazione

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