Il Global Office Six Seconds ha recentemente dato la possibilità ai membri del team e ai suoi Preferred Partner di partecipare in anteprima al nuovo percorso virtual chiamato Unlocking EQ (UEQ) – un percorso nato per approcciarsi in maniera pratica all’Intelligenza Emotiva (IE) partendo da se stessi. Un flusso che mixa momenti di condivisione e guida in aula virtuale con momenti di riflessione personale e lavoro a casa attraverso un eLearning. È stato pensato come primo step del nuovo Pathway di certificazione Six Seconds ma, come presto leggerete, è adatto a chiunque, indipendentemente dal livello di conoscenza del concetto di IE.

Quando mi è arrivato l’invito, ho colto la palla al balzo per sperimentarlo in prima persona con lo spirito di chi vuole curiosare in se stesso per aggiungere valore nella propria vita. Parola chiave:

#praticanteEQ4ever 🙂

In questa prima UEQ, c’erano persone molto competenti sul tema Intelligenza Emotiva e la prima cosa che ho pensato è stata “Non vorrei essere nei panni di Josh! E adesso cosa ci racconta di nuovo?”… credo che per qualche istante nemmeno Josh avrebbe voluto essere lì ma, dopo aver esorcizzato il momento con un “quest’aula somiglia più ad una master class!”, ha continuato il flusso a cui, qualche giorno prima, aveva dato inizio attraverso l’accesso all’eLearning UEQ.

Da lì in avanti sono successe tantissime cose dentro di me. È stata una danza costante di emozioni che tentavo di razionalizzare con l’aiuto degli altri partecipanti attraverso confronti mirati in sottogruppi. La sensazione che provavo era quella di essere sballottato a destra e sinistra e che la mia parte razionale volesse strutturare il prima possibile quanto stava succedendo.

Ad un certo punto ho smesso di provarci. Ho deciso di affidarmi al flusso e solo a quel punto ho iniziato ad avere un serie di “Ah Ah Moment”, di quelli che ti cambiano la prospettiva. Voglio condividerne uno, perché è anche il motivo di questo articolo.

L’obiettivo su cui ho lavorato durante il percorso è passare da una gestione razionale dell’Intelligenza Emotiva ad uno stato di flusso. Non spaventatevi… sono fatto così… un pelo complicato 🙂 Questo è stato il mio obiettivo, ognuno chiaramente era libero di scegliere la propria focalizzazione. Per sentire di aver fatto progressi verso l’obiettivo, ho dovuto scomporre il problema in tanti piccoli tasselli ed uno di questi è stata l’identificazione di un mio pattern: raggiunto un obiettivo, devo averne un altro per poi passare subito all’azione. Avanti e avanti così, senza stop. Come ogni pattern non è giusto o sbagliato a prescindere, ma mi sono accorto che stava remando contro al mio obiettivo. Infatti queso mio schema comportamentale permette di costruire tanto, ma al contempo non permette di godersi appieno il viaggio e mette a rischio il coinvolgimento degli altri.

Attraverso le carte TFA (Think, Feel, Act) ho capito come i miei pensieri, emozioni ed azioni creino tale dinamica. Come si può vedere dall’immagine sotto, al raggiungimento di un obiettivo predefinito PENSO “in fin dei conti non è questo l’obiettivo realmente importante” e pensando ciò mi si attivano emozioni di ansia rispetto a tutto quello che ancora si deve costruire, paura di non riuscire, giudizio nei miei confronti e focus su quanto manca. Tutto questo si manifesta in agitazione, nervosismo, incapacità di smettere di pensare al prossimo step per poi prendere il controllo e buttarsi a capofitto nella successiva sfida. Vedere questo pattern nero su bianco, mi ha fatto capire che in questo modo non riesco a godermi i successi ottenuti e che ho sempre meno energie da dedicare alla sfida successiva. Sempre più stress, sempre meno soddisfazione.

Qualcosa non funziona… soprattutto considerando che le emozioni sono contagiose impattando quindi su colleghi e famigliari. È stato illuminante ristrutturare questo pattern. Ho deciso di iniziare dalla parte ACT, cioè chiedendomi quale azione differente posso mettere in atto una volta raggiunto un obiettivo. Cosa succederebbe allora se io mi fermassi, raccogliessi informazioni su quanto successo finora per capire dai compagni d’avventura ciò che è andato bene e che lo celebrassi? Sicuramente, facendo ciò (per come funziono io) mi si attiverebbe un senso maggiore di fiducia nel prossimo, probabilmente innescato dal fatto che sto parlando con persone che mi hanno aiutato a raggiungere l’obiettivo, e mi sentirei più rilassato, ricordandomi ad esempio di non essere solo! Interconnessi a queste emozioni ci sarebbero pensieri che porterebbero il focus sulla bellezza di quanto fatto e sulla voglia di condivisione dell’esperienza.

Questo articolo è la celebrazione di questo mio apprendimento, che andrà a sostituire un “ok ho capito, ma devo lavorare” con un “ho capito e lo devo celebrare e condividere, prima di rimettermi in moto”. Ma non è finita qui! Applicando questo nuovo pattern, sento di attivare un senso di scopo che mi porta da un ragionamento individuale ad uno di gruppo, che se ne frega del giudizio altrui ma che, proprio perché nasce con l’intenzione di celebrare e condividere, è pura soddisfazione, è emozione… sono nel flusso, pronto a pensare sempre più in grande ma con energia rinnovata!

Questo breve percorso mi ha aiutato ad identificare anche alcune regole di costruzione del momento di celebrazione. Per vivere il flusso è per me importante:

  • dare un nome alle emozioni che sto provando e che ho provato;
  • identificare quelle che sono le azioni che portano valore agli altri.

L’ho capito dall’UEQ Profile che, utilizzando un sistema previsionale, identifica le azioni che massimizzano la performance personale. Per gli addetti ai lavori sarà facile identificare nei consigli della sezione “Action steps” (v. foto) le competenze  “comprendere le emozioni” e “perseguire obiettivi eccellenti”.

Anche in questo articolo ho provato a seguire tali regole. Sono partito quindi dalla condivisione delle mie emozioni e in questa chiusura vorrei arricchire la seconda regola cardine: esplicitare quello che potrebbe portare valore alle altre persone. Prima di tutto penso che la condivisione stessa di questa mia esperienza possa essere un’opportunità per riflettere spronando chi legge a tendere sempre di più alla miglior versione di se stessi. Posso fare però un po’ meglio. Ecco allora i miei consigli per coloro che decideranno di fare il percorso Unlocking EQ:

  • Sospendete il giudizio e godetevi il percorso. Durante il flusso saranno toccate leve differenti, alcune più emozionali ed altre più razionali. Magari sarete a disagio in alcuni momenti e più in zona di confort in altri. Uno dei principi della filosofia d’apprendimento di Six Seconds è “nessuna strada è la strada”, quindi vi saranno dati tanti stimoli, state pronti a cogliere l’input giusto per svoltare.
  • Affrontate seriamente l’eLearning evitando di trascurare le attività che vengono proposte. Quel che farete in distance (prima della prima aula virtuale e post) verrà ripreso quando sarete nei virtual meeting e avrà tanto più valore quanto sarà il tempo che gli avrete dedicato. La formazione UEQ si nasconde in ogni singolo step del processo e non solo nei momenti di confronto con il trainer.
  • Finito il percorso, applicate il nuovo apprendimento in ogni occasione possibile. Nel mio caso: come leader, celebrando, posso ispirare. Come manager posso far percepire vicinanza e gratitudine al team, generando fiducia ed energia. Come padre posso essere un esempio di ottimismo, lavorando così sul benessere famigliare.

Siamo e saremo sempre praticanti dell’Intelligenza Emotiva, non sprechiamo le occasioni che decidiamo di regalarci.

Buon cammino e godetevi il viaggio!

Lorenzo Fariselli

Regional Network Director Six Seconds Italia

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