Chi era presente alla conferenza ricorderà che ci siamo addentrati in un tema molto combattuto quello della felicità e che dopo aver ragionato insieme su questo argomento abbiamo chiesto a tutti di stilare il vostro elenco per rispondere alla domanda: quali sono le 10 cose che vi rendono felici nella vita.

A questo abbiamo dedicato uno spazio a parte, un regalo che vi restituiamo per condividere e proseguire la riflessione avviata. Ovviamente di seguito vi riportiamo fedelmente tutti gli elenchi ma ci sembrava utile anche una riflessione più generale per riassumervi quanto a nostro avviso è emerso da quello che ci avete detto.

(Conf 2011_elenchi felicità)

Al primo posto, in assoluto, gli affetti. Parole come “famiglia”, “moglie”, “marito”, “compagno”, “figli”, “genitori” ricorrono in quasi tutte le liste. Si va dal bacio del fidanzato allo scherzare con i genitori ormai giunti alla vecchiaia passando per il piacere di trascorrere le vacanze con moglie e figlia. Amare ed essere amati. Essenziale, fondamentale.

Quasi assente, invece, il richiamo al benessere economico. Che sia vero che i soldi non fanno la felicità? Così sembrerebbe, almeno dai vostri elenchi. Si parla al più di serenità economica, ma in tempi di crisi è una preoccupazione che non stupisce.

Che dire allora della salute? “Quando c’è la salute c’è tutto”, recita un proverbio. Vero, eppure il tema rimane tra gli ultimi posti delle vostre classifiche.

Viaggiare e godere della natura sono i veri piaceri della vita. Niente tivù, pochi film: vincono i libri e le partite di calcio.

Diciamolo, protagoniste dei vostri elenchi sono le PERSONE.

Gli amici, quelli veri, quelli d’infanzia, quelli delle cene all’aperto in estate, quelli con cui uscire a bere una birra, con cui “creare condivisioni vere” scrive qualcuno, oppure solo passare del tempo.

Forte è il bisogno di sentirsi apprezzati, riconosciuti, stimati.

Forte però è anche il bisogno di vivere gli stessi verbi in forma attiva e quindi di dare, di far star bene, di rendersi utili, di impegnarsi per la società o semplicemente di “vedere che una mia azione ha reso felice qualcuno”.

C’è il bacio della buonanotte, l’abbraccio della mamma, le risate con le persone che ci vogliono bene, i sorrisi dei bambini: linguaggi diversi per comunicare emozioni universalmente riconosciute.

E poi c’è il LAVORO. Abbiamo cercato tra i vostri elenchi questa parola, per vederla comparire tante volte quante la parola AMICI.

“Essere soddisfatta del mio lavoro”, “Essere considerata sul lavoro”, “Lavorare sorridendo”, “Avere buone relazioni nell’ambiente di lavoro”, “Lavorare per i miei sogni”, “Lavorare nel rispetto dei miei valori”, “Bilanciare vita privata e lavoro”.

Nulla di strano, a ben pensarci. Quante ore della nostra giornata passiamo a lavorare? Quanto tempo della nostra vita spendiamo in ufficio, in fabbrica, in trasferta? E se il lavoro non raccoglie le nostre sfide, non ci consente di esprimerci al meglio, ci obbliga a vivere gli affetti nella stanchezza e nella fretta, ci inaridisce umanamente…?

A voi la risposta.

A noi un grazie di cuore per aver condiviso i vademecum della vostra felicità.

Valentina Pasolini

 

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