Cari genitori l’esperienza vissuta da vostro figlio è stata possibile grazie all’impegno sociale  di alcune aziende. Queste aziende hanno acquistato borse di apprendimento per il Campus delle emozioni mettendole a disposizione di molti bambini e consentendo loro di partecipare gratuitamente al Campus! Attraverso questo feedback ci piacerebbe poter ringraziere queste aziende e per farlo crediamo che il modo migliore sia chiedervi di scrivere alcune righe sull’esperienza vissuta da vostro figlio.

Il team di Six Seconds

Di seguito trovate un piccolo estratto relativo ai feedback che ci sono pervenuti, i nomi dei bambini sono di pura fantasia così da preservarne l’anonimato; i feedback che leggete sono invece tratti da quanto ci hanno comunicato via mail i loro genitori.

La mamma di V.

Per V. era importante fare un’esperienza emotivamente forte e positiva. V. ha un carattere molto sensibile e tende a rifugiarsi spesso nella mia figura materna. Il lavoro sulle emozioni proposto dal campus ha fatto scoprire anche a V di poter essere amato da altre persone che non fossero la mamma o il fratello; e ha vissuto anche un’esperienza di autunomia affettiva anche dal fratello, il quale ha già solitamente la tendenza a proteggerlo e orientarlo. La vicinanza degli educatori e degli altri bambini lo ha incoraggiato anche ad esprimere senza paure la sua tenerezza, le paure nascoste e profonde, il grande senso del ritmo e la musicalità innata (è un ballerino in erba di break dance), sentendosi valorizzato ed amato da tutti. L’esperienza che ha vissuto ha lasciato tracce in profondità e ricorda spesso con nostalgia cose accadute al campus e nel comportamento quotidiano sembra aver fatto uno scatto in avanti nell’autonomia da me e nel rispetto delle regole. A volte parla di sé come di un super eroe e vorrebbe, assieme al fratello, invitare tutti gli amici del campus a cena a casa.

Il papà di G.

La situazione familiare precaria in cui viviamo non consente ai miei figli di fare, nel tempo libero dalla scuola, esperienze nelle quali si ponga l’attenzione sulla qualità della loro crescita. Il lavoro sulle emozioni proposto dal campus ha fatto scoprire a G. di poter essere amato da altre persone, nei giorni del campus ha sentito di “essere G, e non solo uno dei tanti bimbi che fanno qualcosa insieme in un contesto di gruppo organizzato; si è sentito in qualche modo “al centro” pur essendo “nel cerchio” del tutto insieme. E questa per lui è stata un’esperienza assolutamente nuova. G ha preso coscienza di sé di come esprimere liberamente la sua rabbia e i suo piccoli talenti: simpatia, originalità, voglia di affetto e tenerezza.  L’emozione più grande per lui è stata sicuramente aver scoperto che il super eroe che si aspettava di trovare in carne ed ossa ad attenderlo a Badia di Sasso…in realtà è dentro di lui. E ancora deve capire bene cosa significa questa cosa strana….ma è stato importante aprire questo varco nella sua mente e nel suo cuore. La sensazione è che qualcosa dentro di lui si sia “sbloccato” e riesca ad esprimere con minor fatica la propria rabbia e la propria felicità.

Il papà di G.

E’ stata un’esperienza utilissima perchè si impara ad essere autonomi, condividere le necessità con gli altri, inoltre gli esercizi appresi per affrontare le situazioni difficili o le sfide sono rimaste impresse nella mente di mia figlia in maniera esemplare tanto che mi stupisco nel vederla utilizzare le cose che ha imparato per affrontare le sue piccole sfide quotidiane dalla scuola alla semplice paura dei ragni!!!

La mamma di T.

T è tornata a casa con una forza in sè che la rendeva più allegra perchè ha scoperto di avere a disposizione molte alternative per poter affrontare i problemi e non solo perchè esortata da noi genitori, lo voleva lei e aveva piacere di confrontarsi e riuscire a fare tentativi

La mamma di N.

Perché è stata la sua prima esperienza “da solo” fuori casa per una settimana. Perché è riuscito in una sola settimana a stringere amicizia con altri bambini completamente sconosciuti. Ma il risultato sicuramente più evidente è la serenità con cui affronta alcune delle situazioni che prima gli causavano disagio. E anche lo sforzo che pone nel cercare di commisurare le sue reazioni agli eventi che gli accadono. Non ultimo abbiamo notato che anche nel rapporto con i fratelli riesce a bilanciare le sue emozioni e ad avere reazioni meno “esagerate”. In generale si imbarazza di meno quando riceve delle effusioni in pubblico (sia da parte mia che del padre) mentre prime non le gradiva. N  da quando è rientrato parla spesso e con nostalgia dei suoi amici del campus. E quando racconta si capisce che parla di un periodo felice e di esperienze che lo hanno entusiasmato.

La mamma di T.

Sono stata molto contenta che mia figlia abbia partecipato al Campus delle Emozioni perché è stata un’esperienza totalmente nuova per Lei. Ha affrontato per la prima volta una vacanza da sola, quindi ha dovuto relazionarsi con ragazzi che incontrava per la prima volta. Il fine del campus era quello di sviluppare le emozioni positive dei ragazzi ed aiutarli a superare quelle negative! T è stata entusiasta di questa esperienza e usando le sue parole “non la dimenticherà mai”. Mi ha parlato tantissimo di tutte le attività svolte e dell’emozione che ha provato nel farle…….insomma ha vissuto questa vacanza intensamente e infatti la prima cosa mi ha detto già dal secondo giorno che era lì con voi che vorrà tornare anche il prossimo anno. Il suo obiettivo è diventare “prefetto delle emozioni”. Personalmente Vi ringrazio vivamente per aver fatto trascorrere a mia figlia una vacanza che porterà sempre nel suo cuore e che la aiuterà a crescere.  Grazie di cuore, La mamma di T

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