Intervista al Sole 24 Ore Sport del 2 giugno 2003

Imparare la leadership è, come abbiamo visto, una delle sfide del management moderno. Per approfondire il modo in cui valorizzare la capacità di guidare gli altri abbiamo intervistato Massimiliano Ghini, docente di Sviluppo delle Risorse Umane a Profingest Business School e Presidente di Six Seconds Italia.

Esiste uno stile di leadership ideale a cui un manager deve ispirasi e attenersi?

Negli ultimi anni, grazie soprattutto all’affermazione della teoria sull’intelligenza emotiva, si è consolidato il pensiero che non esiste un modo ideale di essere leader. Ogni manager deve innanzitutto comprendere sé stesso e le sue emozioni, valorizzando una capacità di guida che rispetti il suo modo di essere. Ad esempio, uno dei dibattiti più accesi ha sempre riguardato gli eventuali comportamenti duri dei manager verso i sottoposti e la loro accettabilità. Facciamo un esempio pratico. Un numero dell’Economist del febbraio scorso riportava il caso di George Steinbrenner, il proprietario della squadra di baseball degli Yankees. Steinbrenner è noto per i suoi aggressivi attacchi verbali a tutti i componenti del club di New York compresa la stella Derek Jater che sovente è oggetto di dure critiche. Jater interrogato dalla stampa su questa situazione ha dichiarato: “Non posso dire niente di male su Mister Steinbrenner. Conosco i suoi metodi per spingermi a migliorare.” Come possiamo interpretare questa situazione? Secondo i dettami dell’ intelligenza emotiva lo stile di Steinbrenner e il suo modo di comportarsi non sono di per sé né positivi né negativi. Possono essere valutati positivi se, come sembra, sono compatibili con il suo modo di essere e se questa modalità è compresa e stimolante per i suoi sottoposti all’interno di un rapporto empatico.

Ma cosa è l’intelligenza emotiva?

L’intelligenza emotiva è la capacità di comprendere le emozioni proprie e degli altri, utilizzare le emozioni per scelte importanti, gestire le proprie emozioni e quelle delle persone attorno a noi. Permette, ad esempio, di persistere nel raggiungimento di un obiettivo nonostante le frustrazioni oppure di essere empatici nei confronti dei collaboratori. Questa area cognitiva deve essere indagata personalmente con un forte lavoro individuale anche perché la scuola, e più genericamente la società, tendono ad addestrare e tenere in considerazione solo la parte logica del nostro cervello.

Quale potrebbe essere un percorso per costruire il proprio stile di leadership?

Il percorso per comprendere le proprie potenzialità di leader e applicarle ad una situazione organizzativa si articola in quattro fasi: i) conoscenza di sé stessi e delle proprie emozioni; ii) costante impegno per il miglioramento della propria intelligenza emotiva; iii) comprensione del gruppo che dovrà essere guidato e delle persone che lo compongono; iv) applicazione delle tecniche di coaching al gruppo amministrato.

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