l numero di gennaio intitolato “Inside the mind of the leader” è dedicato in buona parte al rapporto tra leadership e intelligenza emotiva. Nella rassegna “Leading by feel”, per la prima volta, sono state chiamate diverse persone (studiosi, manager etc) a portare un contributo alla definizione di cosa significa l’intelligenza emotiva per l’azienda.

E’ un passo importante che sottolinea come nel campo dell’IE (intelligenza emotiva) ci siano ancora diverse visioni e diversi modelli teorici di riferimento. La cosa è abbastanza normale quando si parla di temi di frontiera, credo però sia arrivato il momento di affrontare questi diversi approcci per vedere quali sono le convergenze e i punti di contrasto.

Prima di entrare sui contenuti mi permetto due considerazioni di metodo. La prima positiva: il primo intervento (prima ancora di quello di Dan Goleman) è riservato a Jack Mayer, l’autore che, assieme a Salovey, conia il termine intelligenza emotiva e fin dal 1990 con diversi studi di fondamentale importanza porta evidenza e dati sull’argomento; anche Goleman sviluppa il suo famoso best seller sui loro lavori e il fatto che sia finalmente arrivato il momento di riconoscere pubblicamente questa importanza è a dir poco piacevole.

La seconda, negativa, è la constatazione che nella lista degli interventi manca uno studioso come Reuven Bar-On che con i suoi lavori e il test EQ-i rappresenta una delle realtà dell’IE. Ma non si può avere tutto!

Veniamo invece ai principali interventi.

Il professor Jack Mayer ritiene che sia arrivato il momento del realismo nell’IE. Infatti in molti testi diventati famosi questo concetto è stato associato a caratteristiche della personalità che se uno possiede permettono risultati miracolosi. Secondo Jack, non è tutto così semplice. Non basta avere auto-consapevolezza per avere successo, anzi a volte il fatto di averne troppa potrebbe incidere sull’auto-stima altro elemento importante per una grande leadership.

La definizione scientifica di IE di Mayer è “la capacità di identificare, comprendere e gestire le proprie e altrui emozioni” senza bisogno di inserire qualità come ottimismo, iniziativa e auto-consapevolezza che diversi modelli utilizzano. Le ultime ricerche sull’IE portano a differenziare il concetto di IE dai tratti di personalità: una persona può infatti essere ottimista e confidente ma mancare completamente di intelligenza emotiva, oppure avere una alta IE collegata a differenti caratteristiche della personalità. Il team di ricercatori di Mayer ha utilizzato test per valutare le capacità emotive dei manager e si è visto come queste sono legate a migliori capacità di gestire le problematiche dei clienti, gestire negoziazioni e creare relazioni di lavoro efficaci nel lungo periodo con “capi”, colleghi e collaboratori. Questi dati comunque non portano ad affermare che l’IE è l’unica via alla leadership.

Dan Goleman, nel suo intervento, ricorda come si può essere leader di successo senza IE se si è molto fortunati ma per essere leader nel tempo occorre qualcosa in più del quoziente intellettivo alto. La buona notizia è che l’IE può essere imparata e migliorata ad ogni età. I dati infatti confermano che in media l’IE cresce al crescere dell’età. Le competenze legate all’IE non necessariamente si imparano con l’esperienza. I leader che vogliono migliorare la loro IE possono farlo col giusto supporto: partendo da un reale assessment delle loro competenze, mettendo a punto un piano di miglioramento in ambito lavorativo e individuando una persona, coach, con la quale confrontarsi.

Tra gli altri interventi, è importante segnalarne due. Il neuro-psicologo Elkhonon Goldberg condivide con Goleman l’idea che l’IE possa essere imparata ma, aggiunge, solo da chi ha una minima attitudine a questo. Janja Lalich, nota esperta del settore, segnala che i leader possono usare la loro IE con intenti positivi o negativi e questo toglie il velo da uno dei possibili problemi che i manager si troveranno ad affrontare: posso usare le mie skill emotive per ottenere fini non etici? Sicuramente nei prossimi anni non ci annoieremo….

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